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Come coltivare il peperone: Clima, terreno, concimazione, semina e trapianto

Peperone semina e coltivazioneCapsicum L. è un genere di piante della famiglia delle Solanaceae originario delle Americhe, ma attualmente coltivato in tutto il mondo.

CLIMA: Il peperone è molto sensibile al freddo, perciò nella coltura, che possiamo considerare normale,

si semina in febbraio, in cassone riscaldato.

La piantagione: a dimora si fa a primavera inoltrata (fine aprile, primi maggio), quando non sono più da temere forti abbassamenti di temperatura.

TERRENO: non presenta esigenze molto speciali. Le migliori produzioni si riscontrano in terreni di medio impasto, sciolti, freschi, ben drenati per impedire ristagni d'acqua, profondi, ricchi di sostanza organica.


CONCIMAZIONE: organica interrata con un'aratura profonda 40-50 cm, Dosi orientative di fertilizzanti: letame 200-500 q. per ettaro;

AVVICENDAMENTO: pianta da rinnovo che in pieno campo apre la rotazione.

CONSOCIAZIONE: in pieno campo non viene consociato, mentre a volte la pratica viene attuata nelle superfici limitate degli orti. Si può consociare con carciofo, insalata, finocchi, cavoli o altre specie.

RIPRODUZIONE: per seme.

SEME: inserito in numero elevato nella placenta all'intemo delle bacche, è appiattito, reniforme, giallastro. Gr 100 contengono circa 15.000 semi, 1 lt. di seme pesa 450 gr. Durata della facoltà germinativa 4 anni. Tempo di ger mogliazione e fuoriuscita della piantula dal terreno 10-15 giorni. Quantità di seme per  m2 di semenzaio gr 1,5-2,5. Per semina diretta in campo: a fila continua 4-5 kg per ettaro, a postarella 1,5-2,5 kg per ettaro.

SEMINA: varia in relazione all'ambiente. In semenzaio riscaldato in gennaio- febbraio nel meridione; febbraio-marzo nelle zone centro-setientrionali. Il seme viene distribuito a spaglio o meglio a file piuttosto ravvicinate (distanze 5-10 cm) e per un ettaro di coltura sono necessari 50-80 m' di semenzaio. Anche per questa specie, al fine di evitare la crisi di trapianto, si tende sempre più a seminare in vasetti lasciando una sola pianta per vaso. In pieno campo, anche se la pratica è poco diffusa, si semina in' aprile-maggio, quando cioè non si abbiano a temere ritorni di freddo. li seme in ogni caso va interrato ad 1-2 cm di profondità .

TRAPIANTO: in pieno campo si effettua a mano o a macchina dalla fine di febbraio alla prima decade di maggio procedendo dalle zone meridionali al nord d'Italia. Le piantine vengono poste a dimora con la 5'-6' foglia ben sviluppate ed alte circa 15 cm.

INVESTIMENTO: i sesti d'impianto prevedono piante a cm 50-70 tra le file e cm 30-50 sulla fila in modo da raggiungere una densità di 4,5-6,5 piante per m2.

IRRIGAZIONE: si rendono necessari numerosi interventi sia al semenzaio (ogni 3-4 giorni e subito prima di estirpare le piantine da trapiantare) che alla coltura a dimora, iniziando, in questo secondo caso, appena si sono concluse le operazioni di trapianto. Il peperone ha dimostrato di gradire una facile disponibilità di acqua e di temere più le carenze che gli eccessi di umidità , pertanto sono necessari interventi frequenti (ogni 5-6 giorni) in modo tale che la tensione dell'acqua nel terreno superi 0,6 atmosfere. La distribuzione dell'acqua irrigua è bene non effettuarla con modalità e mezzi che prevedono di bagnare l'apparato fogliare in modo da non facilitare il diffondersi di malattie fungine.

SCERBATURE e SARCHIATURE: operazioni indispensabili per aerare il terreno eliminando nello stesso tempo anche la eventuale flora infestante. Si effettuano a mano o a macchina oppure, quando lo scopo principale è quello di controllare lo sviluppo delle malerbe, si interviene soltanto con appropriati principi chimici ad azione diserbante.

OPERAZIONI COLTURALI: nel caso di semina in semenzaio o in pieno campo, quando le piante hanno raggiunto 5-10 cm di altezza con 2-3 foglie, si procede al diradamento lasciandole alla distanza voluta. Quattro o cinque giorni dopo il trapianto si provvederà a sostituire le piante non attecchite; successivamente si pratica una rincalzatura e contemporaneamente si distribuisce una prima quota di concime azotato. A volte nelle colture ortive, di pieno campo e/o protette, quando le piante assumono rigoglio vegetativo eccessivo, si procede ad una potatura con la quale si eliminano alcuni germogli oltre ad un diradamento dei fiori per consentire un migliore sviluppo delle bacche allegate.

COLTURA PROTETTA: si attua per ottenere prodotto a fine inverno (col- tura forzata) o all'inizio della primavera (coltura anticipata) o nell'autunno- inverno (coltura posticipata). Per tale scopo si impiegano serre con o senza riscaldamento, tunnel di varia forma e dimensione ricoperti con film plastici, saltuariamente dotati di impianto di riscaldamento, campane o cappucci di plastica, frangiventi, ecc.

Nelle regioni più calde la semina avviene in settembre-ottobre in vasetti di torba o plastica posti in letto caldo, contenenti una sola pianta e si trapianta in novembre. Passando dal sud al nord d'Italia le epoche di semina e di trapianto vengono ritardate in dicembre-gennaio e gennaio-marzo rispettivamente.

Una pratica agronomica quasi sempre attuata per influire più intensamente nella precocità di produzione è la pacciamatura del terreno a strisce o su tutta la superficie (integrale). Quando le piante hanno raggiunto 50-70 cm di altezza, al fine di sorreggerle ed evitare che si rompano sotto il carico dei frutti, si dispone una coppia di fili di ferro o plastica paralleli ai lati di ogni fila, distanti 40-50 cm dal suolo. Successivamente, se lo sviluppo vegetatívo della pianta lo richiede, verrà collocata una seconda coppia di fili sovrastante la prima e distanziata di 50-60 cm.

RACCOLTA: avviene scalarmente seguendo due diversi criteri, sia per il prodotto da consumo fresco che per quello da destinare all'industria:

a) di stacco delle bacche a colorazione verde o bianco-giallo ancora non comple- tamente mature,

b) distacco delle bacche a maturazione fisiologica gialla o rossa. Nel primo caso i frutti si raccolgono quando hanno raggiunto dimensioni accette dai mercati, nel secondo quando la colorazione interessa tutta la parte esterna. In questi ultimi anni si sta operando intensamente sul miglioramento genetico di questa specie al fìne di conferire contemporaneità di maturazione e portamento eretto delle bacche, condizioni che permettono di attuare la raccolta meccanica. Il peperone è presente sui mercati da marzo-aprile fino a novembre-dicembre con quantitativi più o meno rilevanti provenienti all'inizio da colture forzate e successivamente da quelle precoci, di pieno campo e posticipate.

PRODUZIONE: varia da 300-400 q per ettaro di bacche nelle coltivazioni di pieno campo a 400-500 q per quelle in ambiente protetto.

CONSERVAZIONE: in frigorifero a 5-10'C ed umidità relativa 85-90% la conservazione si protrae per alcuni mesi ed anche più. Risultati positivi di un certo interesse sì verificano quando le bacche vengono avvolte in sacchetti di plastica muniti di numerosi fori.

AVVERSITA': oltre a quanto già riportato per Potnodoro e Melanzana si pos- sono ricordare: Crittogame: peronospora dei peperone (Phytophtora capsici), antracnosi dei peperone (Ascochyta capsíci), rnarciume molle dei frutti (Erwinia carotovora), marciume nero delle bacche (Alternaria tenuis). Virosi: virus mosaico dei cetriolo e dei tabacco.

Il Peperone, in piccole dosi, eccita la secrezione gastrica e quindi la digestione.

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