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Come seminare e coltivare il cavolfiore: il clima, il terreno, epoca di semina e concimazione.

Cavolfiore semina e coltivazioneBrassica oleracca - Famiglia Cruciferae - Specie biennale. annuale in coltura

CLIMA: temperato-caldo, sebbene alcuni tipi si adattino a climi piuttosto freddi.

TERRENO: si adatta a terreni di diversa natura, ma preferisce quelli di medio impasto, profondi, freschi, dotati di sostanza organica, ben drenati.

CONCIMAZIONE: organica prima dell'aratura, profonda 40-50 cm

AVVICENDAMENTO: considerata coltura intercalare, in pieno campo non occupa mai il posto di una coltura principale, succede un cereale vernino e normalmente precede una coltura da rinnovo.


CONSOCIAZIONE: non si attua in pieno campo, negli orti può riscontrarsi temporaneamente consociato a insalata, finocchio, patata precoce, ecc.

RIPRODUZIONE: per seme.

SEME: globoso sferoidale, nerastro o bruno rossastro di piccole dimensioni. Gr 100 contengono circa 50-55.000 semi, 1 lt. di seme pesa gr 680-720. Durata della facoltà germinativa 5-6 anni.

Tempo di germogliazione e fuoriuscita della piantula dal terreno 5-7 giorni. Quantità di seme per m2 di semenzaio gr 0,5-1,5, per semina diretta in campo kg 3-4 per ettaro.

SEMINA: si effettua in semenzaio e raramente, almeno al momento attuale, direttamente in pieno campo. Da ogni m2 di semenzaio si possono ricavare 200- 300 piantine e pertanto, in relazione alle diverse cultivar, se ne dovranno preparare da 50 a 100 m2 per ottenere piantine sufficienti per 1 ettaro di coltura.  La semina inizia in maggio (varietà precoci) e si protrae fino ai primi di luglio (varietà tardive). Per alcune cultivar dalle quali si vuole ottenere produzione primaverile-estiva, la semina va anticipata a gennaio. Il seme deve essere interrato alla profondità di cm 1-1,5.

TRAPIANTO: si effettua con piantine che hanno sviluppato 5-6 foglie (30-40 giorni dopo la semina), ben sviluppate, con gambo robusto, non danneggiate da parassiti animali o vegetali. Le operazioni di trapianto si possono attuare con qualsiasi tempo, durante tutto il giorno, purché si abbia le possibilità di intertipico delle diverse cultivar. Per quelle a vegetazione molto rigogliosa generalmente variano da cm 70-80 sulla fila e cm 100 tra le file, nel caso di vegetazione contenuta, dette distanze, possono essere ridotte a cm 50-60 sulla fila e 60-70 tra le file. Nei due casi si possono avere da 12 a 33.000 piante per ettaro.

IRRIGAZIONE: sono necessari 2-3 interventi subito dopo il trapianto per facilítare l'attecchimento e, soprattutto per i tipi precoci in annate siccitose, ulteriori 2-3 adacquate durante il corso della coltura.

SCERBATURE e SARCHIATURE: si rendono necessarie al fine di rompere la crosta fonnatasi in seguito alle annaffiature, per arieggiare il terreno ed elimi nare le malerbe.

OPERAZIONI COLTURALI: ad attecchimento avvenuto si rende necessario sostituire la piante morte, rincalzare le piante sistemando nello stesso tempo il terreno in supefficie, concimare con azoto ed in alcune zone, sebbene con sempre minore frequenza, alcuni orticoltori provvedono a legare le foglie al di sopra dell'infiorescenza per proteggerla dal sole e favorirne l'inbianchimento ed evitare danni da parassiti (lumache o larve di insetti).

RACCOLTA: scalare da ottobre a maggio si effettua a mano a mano che le infiorescenze raggiungono le dimensioni tipiche della varietà di appartenenza tagliando il fusto (torsolo) nella parte basale in modo da lasciare un certo numero di foglie (10-12) a protezione dell'inflorescenza stessa. In alcuni Paesi vengono impiegate macchine raccoglitrici, mentre generalmente in Italia l'operazione è attuata quasi totalmente a mano. Dopo la raccolta le piante vengono lavorate e preparate con modalità diverse in base ai mercati interessati alp rodotto.

PRODUZIONE: in dipendenza di numerosi fattori può oscillare tra 600 e 700 q per ettaro di piante intere con punte superiori a 1.000 q, mentre se si considerano soltanto le infiorescenze i valori scendono a 200-400 q per ettaro.

CONSERVAZIONE: normalmente non si adottano tecniche molto sofisticate in quanto ad una temperatura di 1-2 °C ed umidità relativa intorno al 70-80% l'inflorescenza si conserva in modo soddisfacente per 2-3 mesi ed a volte anche più.

AVVERSITA': Crittogame: peronospora (Peronospora parasitica) e (Cystopus candidus), mal del gozzo o ernia del cavolo (Plasmodiopora brassícae), marciume delle piantine (Olpidium brassicae), disseccamento fogliare (Alternaria brassicae), nebbia o mal bianco (Oidium tabaci).

  • Batteri: batteriosi maculata (Pseudomonas maculicola) e (Xanthomonas cam- pestris). Virus: mosaico.
  • Insetti: Pieris brassicae, Eurydema oleracea, Mamesta brassicae, Agrotis se- getum, Melolontha melolontha.
  • Altri: lumache e limacce, topi, talpe, ecc.

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