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Come coltivare l'anguria: Clima, terreno, concimazione, semina e trapianto

Come seminare e coltivare l'anguria.

CLIMA: temperato-caldo, non eccessivamente umido, con assenza di precipitazioni durante la fase di maturazione e raccolta dei frutti.

TERRENO: preferibili i terreni di medio impasto, oppure sciolti o organici ed a volte anche compatti purché profondi, freschi, permeabili, fertili, a reazione da neutra ad acida (fino a pH 5).

CONCIMAZIONE: organica prima dell'aratura, fosfatica e potassica prima della preparazione del letto di semina, parte a spaglio e parte localizzata, azotata in copertura frazionata in più interventi e localizzata. Quando lo sviluppo dell'apparato fogliare è tale da ricoprire interamente la superficie su cui insiste la coltura può risultare vantaggioso intervenire con una concimazione fogliare contenente anche microciementi.


AVVICENDAMENTO: coltura da rinnovo; è consigliabile non ripeterla sullo stesso terreno prima di 3-4 anni ed in condizioni particolarmente avverse anche 10 anni. Si hanno però esempi di coltivazioni continue sulla stessa superficie per due o tre anni.

CONSOCIAZIONE: tollera una vasta gamma di specie, può essere, infatti, consociata temporaneamente a frumento od altro cereale autunno-vernino, a mais o saggina, a giovani frutteti di meli o peri, a fagiolo nano da sgusciare, piselli, cipolle, carote o spinaci, ravanelli, lattuga, cotone, pomodoro, barbabietola da zucchero od altre specie orticole o no. Al momento attuale, causa la specializzazione colturale, in molte zone è preferita la coltura specializzata.

RIPRODUZIONE: per seme.

SEME: ovoidale od elittico, appiattito, liscio o leggermente ruvido, di colore biancastro, rosso bruno, nero, grigio, uniforme oppure screziato, è immerso nella polpa dei frutti secondo linee longitudinali in numero generalmente elevato. Durata della facoltà germinativa 5-6 anni. Tempo di germogliazione e fuoriuscita della plantula dal terreno 5-10 gg in relazione alla temperatura ambiente. Quantità di seme per ettaro kg 3-6 nel caso di semina diretta in pieno campo ed in postarelle con 4-6 semi ognuna.

SEMINA: marzo-aprile al Sud, aprile-maggio al Nord, direttamente in campo, interrando i semi a cm 2-4 possibilmente con l'apice rivolto verso il basso.

INVESTIMENTO: le postarelle con due piante ciascuna sono intervallate di m 1-2 sulla fila e m 2-2,5 tra le file in modo da avere 0,4-1 pianta per mq.

IRRIGAZIONE: in terreni sciolti e climi aridi si rendono necessari uno o più interventi irrigui che possano risultare determinanti per l'economicità della coltura. Sono da temere eccessi idrici in prossimità della maturazione dei frutti.

SCERBATURE e SARCHIATURE: si rendono necessarie per impedire lo sviluppo delle malerbe oltre che per arieggiare il terreno. Possono essere effettuate a macchina o a mano nel primo periodo colturale quando non sono ancora molto sviluppati i tralci ("catene").

ALTRE OPERAZIONI COLTURALI: quando le piantine hanno quattro foglie vere si procede al diradamento lasciando le 2 piante migliori per postaella (raramente 3). In questo momento si può distribuire una quota di fertilizzante azotato. A volte, soprattutto nelle coltivazioni familiari, si pratica la cimatura del tralcio principale dopo la terza o quarta foglia, in modo da favorire lo sviluppo di 3 o 4 "catene' di secondo ordine che possono a loro volta essere cimate come il tralcio principale.

COLTURA PROTETTA: si effettua per anticipare la produzione. La semina avviene in vasetti di torba dei diametro di circa 10 cm riempiti con un subtrato sterilizzato in numero di 3-4 semi per vasetto, oppure direttamente in pieno campo in terreno pacciamato e ricoperto con tunnel di piccole dimensioni. Il diradamento a 2 piante avviene sia nel vaso che sotto tunnel con le stesse modalità sopra descritte.

La semina in terreno pacciamato e sotto tunnel può essere anticipata di circa un mese rispetto al pieno campo. Quando si opera in vasetto, si può seminare in gennaio-febbraio in ambiente riscaldato (serra o letto caldo) e trapiantare successivamente o in serra o in tunnel o all'aperto seguendo poi le stesse tecniche colturali precedentemente considerate.

RACCOLTA: in relazione alle diverse tecniche colturali la maturazione dei frutti inizia in giugno e procede fìno a settembre. La raccolta è senza dubbio l'operazione più difficile per questa coltura, in quanto soltanto un tagliatore esperto è in grado di staccare frutti maturi.

Esistono tuttavia, delle indicazioni di carattere generale che possono essere in alcuni casi di valido aiuto come: scomparsa della pruina dalla superficie della bacca, disseccamento del viticcio del peduncolo, suono cupo emesso alla percussione con le dita, scricchiolio della polpa comprimendo il frutto con il palmo delle mani, stato generale dei tralci fruttiferi.

PRODUZIONE: varia sensibilmente in relazione a diversi tipi coltivati; in linea indicativa si aggira sui 400-600 q per ettaro.

CONSERVAZIONE: generalmente il frutto si consuma dopo breve tempo dalla raccolta, in quanto tende a perdere le sue caratteristiche organolettiche. Per un periodo di conservazione di 3-4 settimane sono necessari ambienti con temperatura di 6-10 °C ed umidità relativa dell'aria dell'85%.

AVVERSITA': Crittogame: peronospora , ticchiolatura dei frutti , mal bianco , antracnosi , tracheomicosi , marciume radicale. Insetti: afidi, larve di nottuidi , coccinellidi , grillotalpa , larve di maggiolino, ecc.

Acari: ragnetto rosso o giallo .

PROPRIETA': L'Anguria o Cocomero è'indicata contro i disturbi della funzione digestiva, perché è diuretica e facilmente digeribile.E' da usarsi con parsimonia nei soggetti affetti da calcolosi renale.

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